" LE SUE CHINE  "  DI GUALTIERO BIAGI    RECENSIONE DI    ROBERTO SIGNORINI

 

L'Ancona che non ti aspetti. L'Ancona dei nostri nonni, dei nostri padri.
Quella struggente dei nostri ricordi. Dove la creatura pentagonale di Luigi Vanvitelli
era ricordata dal mare e non come ora soffocata da silos e ciminiere.
Insomma, un'Ancona ammaliatrice e melanconica, rigorosamente in bianco e nero.
Questo per la china magistrale di un artista come Gualtiero Biagi che nella sua opera su cd ( montaggio e consulenza tecnica di Marco Caporalini)  raccoglie i lavori di 25 anni di una ricca produzione dedicata alla citta.
Un opera che pizzica le corde dei sentimenti grazie anche ai flash back fotografici
di Jozep Radi ed ai raffinati virtuosismi musicali di Simone Borghi, fresco reduce
da uno dei suoi ormai collaudati soggiorni musicali californiani.
Mettendo assieme tutti questi ingredienti, il successo non poteva mancare.
Significativi, infatti, sono risultati i riscontri di pubblico e critica per il video 
"Gualtiero Biagi e le sue chine" presentato nei giorni scorsi nei suggestivi locali del laboratorio culturale
 "il Graffio" di via Podesti ad Ancona. 
Grazie ad un gioco sapiente ed affascinante di sovrapposizione di fotografiche degli scorci più belli di Ancona e delle stesse immagini realizzate a china sul filo dei ricordi, è ora possibile vedere come la città sia mutata e come nei fatti abbia assunto l'attuale fisionomia.
All'attesa quanto aprezzata presentazione all'insegna dei drink di Rossano e delle note a margine di Stefano Serpilli, s'è respirata l'aria della "prima" che conta di quella che lascia il segno davvero.
Gualtiero Biagi, schivo e modesto come sempre ha tenuto a ringraziare, fra gli altri
Antonio Fratoni, deus ex machina di BondArte, che alle china dell'artista ha sempre
riservato uno spazio privilegiato. senza alcun dubbio questo cd, già disponibile nelle migliori librerie consacra un'artista già apprezzato sia in Italia che all'estero ma ci consegna sopratutto una città che nonostante tutto riesce a conservare la sua antica fierezza, il suo regale incedere.

Roberto Signorini


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      GUALTIERO BIAGI